lunedì 19 luglio 2010

LESS IS MORE


E' veramente difficile trovare una frase più rappresentativa del lavoro di una persona quale questa frase di Ludwig Mies van der Rohe, famoso architetto tedesco.
Allo stesso  tempo appare quasi impossibile che una frase tanto assoluta, ai limite del dogmatico, possa affascinare tanto una persona come me, che con le regole ha sempre avuto dei grossi problemi.

Per quanto ami fare dei distinguo sempre ed in ogni occasione, sinceramente non riesco proprio a trovare un difetto ad una frase che spesso penso dovrebbe guidare la vita di ognuno di noi... anche se non posso negare che a volte l'abbondanza è stata in grado di generare opere veramente affascinanti, proprio per la loro assoluta inutilità.

C'è un fascino indicibile però, nell'opera di Mies van der Rohe: il fascino dell'archetipo, dell'essenza stessa delle cose riportata alla luce. L'anima dell'architettura, degli spazi e delle attività che ospita.

OK, lo so... parlo da architetto e tutto ciò risulterà incomprensibile ai più, proverò però adesso a risultare più chiaro, applicando il concetto del LESS IS MORE alla vita di tutti i giorni.

Mettiamo di avere la necessità di spostarci per andare a comprare le sigarette o a prendere un caffè... diciamo che dobbiamo percorrere 3-400 metri. Cosa facciamo? Molto probabilmente, se l'abbiamo disponibile, useremo l'auto... questo vuol dire che per spostare il nostro culo di 70kg circa di 3-400 metri, invece di usare gli organi che la natura ci ha donato, decidiamo di spostarne 1.000 di kg, facendone probabilmente più di 500 (perché poi l'auto va parcheggiata).
Mettiamo di dover percorrere 3-4 km, trasportando una borsa di pochi kg... non ci facciamo alcun problema allora ad usare l'auto... ma si tratta sempre di spostare 1.000 kg di ferraglia per un'attività per la quale una normale bicicletta (al più elettrica) sarebbe più che sufficiente.

Abbiamo scelto che dobbiamo vivere in casa con la canottiera d'inverno e con la camicia d'estate, abbiamo deciso che è un nostro diritto restare svegli la notte e dormire di giorno, ci sembra una cosa normale vedere la vetrina dell'autogrill piena di panini freschi a qualsiasi ora del giorno e della notte, ben sapendo che questo vuol dire gettarne via una buona percentuale.

Riteniamo giusto spendere le risorse di questo pianeta, preferendo non pensare che queste risorse non ci appartengono, ma appartengono anche alle nostre generazioni future. Non ci facciamo problemi a nascondere sotto il tappeto tonnellate e tonnellate di rifiuti e di emissioni inquinanti, ben sapendo che non spariranno ma che domani torneranno a farci visita, torturando la nostra coscienza e la vita dei nostri figli.

Riappropriamoci del buon senso... ripensiamo il nostro stile di vita: è l'unica soluzione possibile per risalire da una crisi sistemica che ha come motivo principale il progressivo esaurirsi delle risorse naturali.

sabato 17 luglio 2010

accendiamo l'energia

Ecco qui un interessantissimo documentario sull'energia e sulle possibilità offerta dalle energie rinnovabili

venerdì 16 luglio 2010

Engineair: novità da Angelo di Pietro?

Rieccoci qua a parlare nuovamente del motore rotativo ad aria compressa dell'ingegner Angelo di pietro, del quale ormai i frequentatori di questo blog conosceranno la mia passione.
Passione soprattutto per l'eleganza del design e delle soluzioni tecniche utilizzate, oltre che per l'elevata resa e semplicità costruttiva di questo motore... più che per le reali possibilità di utilizzo di un motore ad aria compressa, per via di tutte quelle limitazioni (potenza specifica immagazzinata nell'aria compressa, perdita energetica durante la compressione dell'aria ecc.).
Nonostante tutto è semplicemente straordinario come una macchina tanto piccola, semplice ed economica possa avere delle così grandi potenzialità
Comunque sia, per tutti quelli che come me sono appassionati di questa elegante macchina, riporto qui un video per me nuovo degli sviluppi di questo motore.



A sentire dal video, sembra che adesso di Pietro stia studiando di installare i suoi motori su un muletto.

Terremoto all'Aquila: per amor di verità, per necessità di ricominciare a vivere

giovedì 15 luglio 2010

Kitegen: aggiornamenti

Rieccoci qui a parlare del kitegen stem, la nuova centrale elettrica che sfrutta i venti d'alta quota, purtroppo non con le notizie che in molti attendevamo.
Siamo ormai a quasi un anno, dalla data nel quale era previsto l'inizio del montaggio della centrale a Berzano San Pietro, da allora si sono succeduti molti avvenimenti e non tutti buoni.

Innanzi tutto sono arrivati i primi problemi legati alle autorizzazioni comunali, che hanno limitato l'altezza raggiungibile dagli aquiloni a 200 metri in luogo degli 800-1000 richiesti. Problema che però non sarebbe stato molto grave, visto che per i primi tempi lo stem sarebbe servito a collaudare i meccanismi di guida e controllo della posizione dei kites da terra... nell'attesa di un ampliamento dei permessi o della prossima disponibilità di nuovi siti.

I lavori sono quindi partiti, ma praticamente subito alcuni vicini hanno richiesto l'intervento della forestale con l'accusa dell'apertura di un nuovo sentiero, accusa del tutto infondata, visto che il sentiero era esistente, ma il risutato è stato l'immediato stop del cantiere.

Risolto il problema e chiarito l'equivoco, la forestale è tornata all'attacco, richiedendo alla sequoia una serie di permessi e di autorizzazioni, che secondo il comune e la ditta esecutrice, non erano necessari... da qui il dramma, visto che la produzione di questa documentazione richiederebbe almeno 90 giorni.

Allo stato attuale quindi il cantiere è fermo, sia pur con il paradosso che la macchina è completa di tutti i suoi pezzi ed attende solamente di essere montata e fatta funzionare: se Berzano si dimostrerà un luogo improponibile, ci sono già siti alternativi pronti ad ospitarlo... fa solo tristezza vedere come in italia i cambiamenti sono costretti ad avvenire così lentamente e con così tanti intoppi.