mercoledì 30 maggio 2007

DESIGN PER L'ALTRO 90%


Ricordate i miei post riguardo l'OLPC ?

Oggi mi sono imbattuto in una pagina su La Repubblica veramente interessante, che almeno ha avuto il potere di rimettermi di buon umore, riguardava una mostra a New York dal titolo "design for the other 90%" (design per l'altro 90%) .

Di solito si parla di design legato ad oggetti di lusso, chi di noi non si è mai imbattuto in oggetti dalle forme e dall'immagine inconfondibili, oggetti che avremmo volentieri comprato ma che avevano un costo proibitivo.

Tutto questo in realtà a poco a che fare con quella che è l'anima più vera del "design" o meglio dell' "industrial design".
Il moderno design di oggetti destinati ad una produzione e distribuzione su scala più vasta, ha le sue fondamenta nell'Arts and Craft, ma nasce essenzialmente con le ricerche effettuate in Germania nei primi anni del 1900, con il lavoro di Beherens e soprattutto con la teorizzazione dei vari maestri del Bauhaus caratterizzati però da un "fine" comune, la progettazione di oggetti "pensati" per la produzione industriale, per ottenere oggetti di qualità ma anche di limitato costo, sfruttando le economie di scala della produzione industriale e le economie ottenute attraverso un progetto che tenesse conto anche dei metodi di produzione.

Ora, vedete quell'oggetto nella foto? Immaginate di trovarvi in Africa e di vivere in un villaggio posto in un territorio semi-desertico, immaginate che la fonte di acqua potabile più vicina è posta a diversi chilometri da dove vi trovate, immaginate di non avere un mezzo di trasporto... vi trovereste in una situazione più comune di quello che la nostra cultura occidentale ci lascia immaginare.
Ogni giorno migliaia e migliaia di donne che abitano nell'africa sub-sahariana percorrono 3-4 ore per andare trasportare sulle loro teste il fabbisogno quotidiano di acqua per la loro famiglia; non si lamentano, lo hanno fatto le loro mamme e le mamme delle loro mamme, non si lamentano anche se il sole picchia forte, i piedi fanno male e le loro vertebre cervicali cominceranno presto a dar loro problemi.
Immaginate ora invece di riempire quella specie di ruota d'acqua (ne contiene circa 75 litri) di afferrarne la corda e trainarla facendola rotolare.

E' un piccolo oggetto, economico, direi banale... è stato però in grado di migliorare la vita di migliaia e migliaia di donne africane ed in questo senso è un oggetto in grado di fare molto di più da solo di quanto noi potremmo mai fare con le nostre donazioni umanitarie quando la nostra coscienza cerca una scappatoia dalle immagini di bambini disidratati e denutriti che ogni tanto per sbaglio fanno capolino tra quelle patinate di profumi, gioielli o SUV che affollano le riviste e la TV.

In special modo, in quanto Architetto e alcune volte Designer, mi sono sentito particolarmente colpito dall'immagine presente sulle pagine de La Repubblica, nelle quali un bambino traina una di queste ruote come fosse un giocattolo.

Spesso ci sentiamo impotenti ed inadatti a dare il nostro contributo ai grandi problemi del nostro mondo... beh, quell'immagine è il nostro monito: ognuno di noi può dare il suo contributo per un mondo migliore, il designer ha perso il suo tempo per inventare una cosa che probabilmente non gli renderà niente ma ha dato un grande contributo, ma se una casalinga perde qualche minuto ogni giorno per dividere i rifiuti permettendo la raccolta differenziata, ci sarà una discarica in meno, se la sera ognuno di noi quando spegne la TV si ricorda di premere anche l'interruttore e quindi non lasciare la TV in stand by ci sarà una centrale nucleare in meno nel mondo, se per andare a prendere il giornale usiamo i piedi invece di accendere l'auto ci sarà una tonnellata di CO2 in meno nell'atmosfera.

Meditiamo su queste scomode verità.

links:

http://www.peoplesdesignaward.org/design_for_the_other_90/

http://sdz.aiap.it/notizie/8172

lunedì 28 maggio 2007

POZZI FOTOVOLTAICI



La mia indole mi porta sempre ad interessarmi di molte cose, anche quando non ho le competenze necessarie, probabilmente è la mia formazione di architetto che mi porta a non farmi mai gli affari miei.

Seguendo una discussione sul fotovoltaico, al quale mi sono avvicinato mio malgrado per via delle nuove normative, ho iniziato a farmi domande.

La mia impressione è che l'energia solare, insieme ad un più oculato uso dell'energia, potrebbe dare un grosso contributo ai problemi energetici del pianeta, il problema è che attualmente il fotovoltaico ha grossi problemi legati ai costi ed ai rendimenti energetici. Io mi sono fatto l'idea che la ricerca in questo campo ha molto latitato, abbagliata dal costo abbastanza limitato degli idrocarburi (fino a non molti anni fa insomma) e da una miopia tipica del funzionamento del mercato, secondo il quale il business non è l'efficienza ma il consumo.

Curioso e ficcanaso come sempre mi sono informato sul funzionamento del fotovoltaico e sui limiti, i concetti in fondo sono abbastanza banali, cercherò di elencare qui i concetti principali:

  • la radiazione solare può essere trasformata in energia elettrica attravero appositi moduli fotovoltaici comunemente costruiti in silicio (con alti costi) ma che possono essere costruiti anche con altri metodi più o meno evoluti, più o meno costosi
  • il rendimento di questi moduli rispetto alla energia della radiazione solare è molto bassa, comunemente intorno al 10-20%
  • la radiazione solare si può dividere in radiazione diretta (quella che deriva direttamente dal sole) e radiazione diffusa (che arriva da altre direzioni per effetto di riflessioni e rifrazioni da oggetti o dalla volta celeste) di diverso apporto a seconda della zona o a seconda del tipo di tecnologia
  • per cercare di ottimizzare il rendimento (energia diffusa-diretta, ore del giorno, altezza del sole durante l'anno) si può scegliere di usare pannelli servo-assistiti che seguono il sole o pannelli fissi che hanno un'inclinazione particolare tipica del luogo rispetto all'orizzontale
  • il rendimento del modulo soffre molto le ombre localizzate e le alte temperature, per un rendimento decente sarebbero auspicabili temperature intorno ai 20-30 gradi
Allo stato attuale ci sono tecnologie che cercano di ovviare ai problemi di costo dei moduli ed ai problemi di resa, concentrando tramite specchi o lenti una quantità maggiore di radiazione luminosa, questo a fronte di una maggior resa teorica porta una serie di problemi di maggior costo relativo ai servomeccanismi necessari e ad un sistema di raffreddamento del modulo.

A questo punto la mia mente bacata, influenzata da un'alta considerazione di me stesso ;-) , si è messa a rimuginare.

Sapendo che ci sono in commercio dei sistemi per il trasporto della luce solari negli interni, formati da un sistema captante in copertura e da un tubo con la superficie interna riflettente capace di portare i raggi luminosi (luce diretta e diffusa) all'interno tramite un funzionamento simile a quello delle fibre ottiche.

Ecco quindi la mia "idea" (se così la vogliamo chiamare) perché non utilizzare questo sistema per captare la luce solare diretta e diffusa e condurla ad un singolo modulo fotovoltaico? in questo modo non sarebbe necessario un sistema di inseguimento solare e il collettore potrebbe raccogliere la luce diffusa dalla totalità della volta celeste invece della parte visibile quando il pannello è inclinato rispetto all'orizzontale.

Senza tener conto che un ottico con qualche conoscenza più della mia potrebbe essere in grado di fare un sistema di lenti in grado di direzionare la luce in modo che i raggi risultino più "ortogonali" rispetto al modulo e quindi avere una maggiore efficienza.

L'uso ottimale di questi sistemi potrebbe essere in acque stagnanti come quelle dei laghi, delle lagune o magari all'interno degli alvei di grandi fiumi, il che permetterebbe lo sfruttamento di superfici attualmente inutilizzate, con un bassissimo impatto ambientale e.... soprattutto con un sistema di raffreddamento dei moduli incorporato.

Secondo me si tratta di una buona idea.... che ne dite?

Le stroncature sono accettate ugualmente di buon grado. ;-)

mercoledì 23 maggio 2007

da F2S2 una petizione per i driver aperti


Ormai oggi tutti conoscono i computer, molti li usano ma in quanti sanno dell'esistenza del software GNU o aperto? In quanti conoscono che esistono alternative "libere" e spesso gratuite ai normali Sistemi Operativi e Applicativi chiusi ed a pagamento?

In realtà la consapevolezza di alternative a Windows per utilizzare un computer (come ad esempio MAC OSX o GNU Linux) si sta diffondendo grazie anche alla diffusione di canali di distribuzione hardware (l'oggetto computer insomma) quali ESSEDI, Computer Discount e ultimo (ma non per ordine di importanza) DELL che forniscono computer con Linux preinstallato in alternativa a Windows.

Senza dover comprare un PC però, è facilissimo provare od installare Linux gratuitamente su un qualsiasi computer (magari vecchio visto che funziona bene anche senza dover avere un computer ultimissima generazione) esistono varie distribuzioni, alcune veramente facili da installare quale l'ultima versione di ubuntu.
In realtà molti di quelli che hanno provato ad usare linux un po di tempo fa, visto che ad oggi la situazione è migliorata di molto, si è sicuramente scontrato con la difficoltà di configurare o far funzionare tutte le periferiche del computer correttamente (audio, modem, scheda video ecc.), questo essenzialmente per un motivo: pochissimi produttori di periferiche o altro hardware è disposto a sviluppare i propri driver (software in grado di interfacciare il sistema operativo con il componente hardware) per linux, ufficialmente per motivi legati alla limitata diffusione di questo OS.

In realtà, contro l'apertura di un nuovo segmento di mercato quale quello degli utenti Linux, non sarebbe necessario alcun investimento per avere dei driver specifici: la comunità degli sviluppatori si è auto-proposta per svilupparli di propria iniziativa a costo zero, l'unica cosa necessaria sono le informazioni necessarie per svilupparlo (le specifiche hardware) oppure i sorgenti dei driver sviluppati per le altre piattaforme.
Tutto questo non avviene ancora, i produttori adducono adesso motivazioni un po pretestuose legate alla protezioni dei segreti industriali delle proprie periferiche: in realtà la concorrenza non mancherebbe dei mezzi necessari per scoprire i "segreti" della periferica (i programmi di reverse engineering non sono certo sconosciuti) i veri segreti industriali da proteggere sono gli studi sui prodotti futuri e sui sistemi di produzione, non certo le interfacce o i sorgenti dei driver.

Per cercare di porre fine a questo stato di cose, un gruppo di utenti, spesso non tecnici informatici, ha deciso di organizzarsi sotto l'acronimo di f2s2 (free software free society) in una petizione per richiedere alle aziende il rilascio dei sorgenti dei driver per le piattaforme GNU-Linux: allo scopo hanno organizzato un rigoroso sistema per il controllo e la verifica della veridicità delle firme ed un archivio dei firmatari rispettoso dei propri firmatari.
Visto però che nessuno ha giustamente il potere di interferire nelle scelte commerciali di un'azienda, l'intento di tale petizione è essenzialmente uno: prendere le aziende "per la gola" dimostrando che il mercato legato al mondo Linux è tutt'altro che poco appetibile.

Per questo motivo è vitale che la petizione ottenga il maggior numero di firme possibile, chiunque sia interessato all'argomento è invitato a firmare la petizione ed a farla conoscere.
Vi invito dunque a farlo, perché disporre di piattaforme alternative a windows fornisce comunque una possibilità di scelta ed è sicuramente un fatto che porterà benefici a tutti.

link:
http://f2s2.org

martedì 22 maggio 2007

FINANZIARE STANDARD APERTI

Come ormai chi segue questo BLOG saprà, ho sempre cercato di impegnarmi nel mondo dell'open-source (o software libero come lo si vuol chiamare) tanto che insieme ad altri ho dato il mio contributo alla Free Software Free Society (che vi invito fra l'altro a visitare per firmare la petizione per l'ottenimento dei driver aperti).

Da tempo mi frulla nella mente un'idea: riuscire a organizzare qualcosa per cercare di migliorare il mondo dell'open-source sfruttando l'idea del concorso o dell'appalto concorso.

Faccio un esempio: nel mio campo (edilizia) esistono svariati software professionali come ad esempio software per i computi metrici o per il cad, tali software vengono prodotti pressoché esclusivamente per windows, ed ognuno di essi utilizza dei formati di files incompatibili con gli altri. Per non parlare del fatto che i software che la pubblica amministrazione fornisce per presentare le pratiche all'ufficio del territorio sono esclusivamente su piattaforma windows.

Tutto questo è un grosso limite nell'interscambiabilità dei dati o per l'utilizzo di altri OS in uno studio professionale.

L'idea sarebbe quella di cercare di interessare gli ordini professionali per autotassare i propri iscritti (basterebbe una quota infinitesimale presa dalle quote annuali di iscrizione all'albo) per organizzare una specie di concorso per la formazione di standard aperti o di software aperti multi-piattaforma.

C'è da verificarne sia la fattibilità con gli statuti degli ordini, sia la volontà di farlo... l'idea però mi sembra percorribile e permetterebbe ai professionisti di avere un'effettiva capacità di scelta, oltre al fatto di avere la possibilità di passare da un software ad un altro senza particolari problemi di export ecc.

Il mondo OPEN si stà già muovendo in questo senso e una mano a questi che "ci provano" dovremmo provare a darla, ognuno per quel che può.

Speriamo a presto con belle novità.

link:
un embrionale programma per il computo metrico ed il relativo thread di partenza
un programma per il CAD architettonico

sabato 19 maggio 2007

POESIA PURA


Quando la tecnologia sposa l'ecologia si raggiungono effetti che sono poesia pura.

Questo è uno studio della NASA (in inglese) per un aereo-uccello che vola ad energia solare, un veicolo capace di volare "nutrito" solo di sole: una nuova tecnologia basata su un nuovo tipo di materiale detto IPMC (ionic polymeric-metal composite) che ha la caratteristica di flettersi quando sottoposto ad un campo magnetico, permetterebbe di creare un veicolo "solido" privo di parti meccaniche in movimento, di batterie o altro.

Certo probabilmente non sarà mai una soluzione applicabile a velivoli per il trasporto di cose o persone, ma ha un fascino notevole.

Guardate anche il video che è veramente carino.

link:
articolo in inglese
video

IDROGENO & C.


Nei miei peregrinare curioso tra le varie forme di energia alternative al petrolio, risorsa il cui utilizzo su larga scala risulta quantomeno poco lungimirante, mi sono imbattuto in altre interessanti idee di motore, ognuna con i suoi limiti ma comunque ben promettenti.

In questo senso una fonte energetica molto promettente è senz'altro l'idrogeno, è il più presente elemento nell'universo anche se sulla terra praticamente non esiste come gas puro.
Ha però il grosso vantaggio di essere un gas combustibile e dalla cui combustione viene prodotta acqua e non anidride carbonica.

Diciamo però che fino ad adesso il metodo più diffuso per la produzione dell'idrogeno è stato quello dell'elettrolisi dall'acqua, metodo che richiede energia elettrica e visto che ancora oggi il metodo più diffuso per la produzione dell'energia elettrica è l'uso di carburanti fossili.... diciamo che il bilancio ambientale non è che sia un granché.

Altro problema è senz'altro quello dello stoccaggio del gas (molto dispendioso) e della sua pericolosità (è un gas che brucia e può rivelarsi esplosivo).

In questo senso risulta molto interessante la notizia da poco resa pubblica su un sito inglese secondo la quale sarebbe possibile produrre idrogeno attraverso acqua e due metalli (link in Inglese) come il gallio e l'alluminio attraverso una semplice e controllabile reazione, risolvendo in un colpo solo i due problemi fondamentali quali produzione e stoccaggio.

Certo siamo agli inizi e ne andrà verificata l'effettiva fattibilità così come l'inquinamento effettivamente prodotto dai materiali e gas di scarto, però la tecnologia sembra davvero ben promettente.

aggiornamento:
ecco qui un altro articolo in inglese sull'argomento

venerdì 18 maggio 2007

X-MEN ?


Viaggiando sulla rete mi sono imbattuto in un articolo interessante e per certi versi inquietante, nel quale si sostiene come gli accelerati cambiamenti climatici di questi anni stiano avendo ripercussioni notevoli sui cambiamenti delle specie viventi.

A molti di voi sarà tornato alla mente la saga degli X-MEN, che secondo la storia dovrebbero essere delle specie di mutazioni genetiche, o passi evolutivi a seconda di come volete vedere la cosa, segnale precursore di un salto evolutivo.
A parte le considerazioni più o meno risibili sulla verosimiglianza di una tale teoria, più che fantascientifica direi fantasiosa, non possono però non tornarmi alla mente altre storie.

L'inquinamento ambientale dell'uomo sulla natura, il moltiplicarsi di nuove tecnologie (quali ad esempio le fitte reti elettromagnetiche dei campi di trasmissione dei cellulari) delle quali sappiamo poco o niente rispetto ai loro effetti a lungo termine ma dei quali iniziamo ad avere qualche avvisaglia (tipo la storia delle api, o quella della sindrome del N.A.S. per arrivare alla misteriosa diffusione della dislessia), non è altro che un grandissimo stimolo fornito agli esseri viventi: in poche parole stiamo cambiando l'habitat e questo si traduce in un grande stimolo all'adattamento.

Per venire a considerazioni più banali e forse poco attinenti non posso non pensare ad altri fatti: le nuove generazioni stanno crescendo in un ambiente molto diverso dal nostro e profondamente diverso da quello dei nostri genitori.
Non possiamo nascondere che il benessere diffuso, la diffusione di grandi organi di informazione di massa, l'evoluzione esponenziale degli stimoli comunicativi al quale i piccoli vengono sottoposti sono una grossa spinta al cambiamento.... a detta di un po tutti, sotto alcuni aspetti i nostri piccoli sono molto più precoci ed evoluti di quanto fossimo noi alla loro età.
Lo so, sembra un luogo comune... però non mi posso non stupire di come mia figlia, che ha 26 mesi è già in grado di scorrere le foto sul cellulare, accendere la TV ed il lettore DVD, cantare correttamente una decina di canzoni, parlare e capire due lingue (mia moglie è straniera) contare fino a 15 ecc. ecc.

Una cosa è certa: il mondo è sempre stato soggetto a cambiamenti e così pure gli abitanti della terra... il futuro sembra riservarci sorprese molto più velocemente di quanto ci aspettassimo.
Ci sono novità... speriamo siano buone nuove.

mercoledì 16 maggio 2007

EGO


Concedetemi uno sfogo al mio ego personale, vorrei invitarvi a vedere qualche mio lavoro.

Si tratta di qualche progetto e qualche rendering legati al mio lavoro di architetto, qualche bozza di design e qualche studio grafico per dei siti web: il mio sito personale, il sito di f2s2.org, il sito di tecnoprogetti srl (in costruzione) sono miei "figli" anche i vari loghi.

A dire il vero non ne sono soddisfatto al 100%, mi piacerebbe avere più tempo da dedicargli ma... per oggi prendetemi un po così: rilassato.

P.S.
dimenticavo... ogni commento è gradito, anche quelli critici. ;-)

OLPC - START


Visto che in questo post ho seguito un po la storia degli OLPC mi fa piacere leggere come ne sia iniziata la diffusione.

Chiaramente si tratta essenzialmente di un annuncio pubblicitario e d'immagine e dovremo aspettare prima di vederne l'effettiva diffusione e le risposte da parte degli utenti, oltretutto il costo del notebook è lievitato rispetto ai 100 dollari preventivati ma.... fa comunque piacere vedere le foto di qualche bambino felice, speriamo che l'iniziativa mantenga le promesse in termini di diffusione della cultura. ;-)

Mi spiace un po invece vedere come non si sia cercato per niente di variare il pur piacevole colore delle plastiche, magari introducendo cromatismi o disegni più legati al luogo... più "etnici" insomma.

Prendetemi per matto, però tutto questo globalizzare e standardizzare tutto sta appiattendo la nostra cultura e avrei preferito una qualche forma di richiamo alle tradizione culturali dei paesi nei quali il notebook viene diffuso... ma questo forse è solo perché essendo progettista avrei voluto progettarlo io. :-)

In bocca al lupo bambini, speriamo che questo strumento possa veramente esservi utile.

immagini e notizia originale derivate dal blog di Pablo Flores

sabato 5 maggio 2007

OLPC - brutte nuove e buone nuove


Ricordate il progetto OLPC ?

Bene, sembra che ci siano grosse novità, il prezzo per computer salirà di molto purtroppo (da 100 dollari a 175 dollari) e questo non fa presagire niente di buono, specie se si tiene conto che il principale scopo dell'iniziativa dovrebbe essere quello di dare PC ai bambini dei paesi più poveri.

Visto ciò L'india, non solo sembra rifiutare tale offerta, ma rilancia con una provocazione: un laptop a meno di 10 $

Una provocazione? Una reale possibilità?

Fatto sta che in effetti la produzione di oggetti informatici ha un prezzo molto ma molto basso, specialmente con oggetti non all'ultimo grido quando il prezzo della ricerca è già stato abbondantemente ammortizzato.
Vedremo quello che l'India sarà in grado di fare, per adesso un "in bocca al lupo" è d'obbligo.

links:

http://archinauti.blogspot.com/2007/04/olpc.html
http://www.tgdaily.com/content/view/31806/135/
http://www.tgdaily.com/content/view/31906/118/

Autori delle immagini di questo post: fuse-project