domenica 29 aprile 2007

ANCORA SULL'ARIA COMPRESSA


Incuriosito dall'argomento fin da Eolo, la più famosa auto ad aria compressa dell'ingegner Negre, ho cercato di informarmi un po sull'argomento.

Navigando un po ho scoperto che la tecnologia dell'auto di Negre ha ancora molti punti oscuri che non rendono la sua tecnologia di facile applicazione.
In primo luogo l'auto di avvale di serbatoi molto grandi ed a pressioni molto alte (intorno alle 300 atmosfere) che sono abbastanza difficili da realizzare e soprattutto potrebbero essere pericolose.
In secondo luogo, la decompressione dell'aria da pressioni simili produce un repentino abbassamento della temperatura del gas, il fatto ha un buon effetto sul rendimento del motore in quanto a temperature basse l'attrito diminuisce, porta però a problematiche ancora non risolte su applicazione mobili come le auto: in poche parole il motore letteralmente si congela dopo pochi chilometri di funzionamento.
Un altro limite è rappresentato (a mio avviso) dall'utilizzo del motore a pistoni, una tecnologia vecchia di un secolo e che non riesce ad ottenere grandi prestazioni (basta pensare che i moderni motori a scoppio non riescono ad ottenere un rendimento energetico oltre il 25%).

Da un filmato di una TV americana ho scoperto che l'auto di Negre non è l'unica applicazione della propulsione ad aria compressa, esiste anche un certo ing. Di Pietro, un italiano trapiantato in australia che ha sviluppato un'innovativo motore rotativo.

Mi sono messo alla ricerca su internet ed ho contattato direttamente l'ingegnere ed ho scoperto cose veramente interessanti.
Innanzi tutto la sua tecnologia viene già utilizzata per far viaggiare dei piccoli veicoli all'interno del mercato ortofrutticolo coperto di Melbourne: questi piccoli "furgoni" riescono, con serbatoi a pressioni molto limitate nell'ordine delle 10-15 atmosfere (che sono le pressioni di un comune compressore) ad avere 20-30 km di autonomia, più che sufficienti in quel caso visto i brevi tragitti e il molto tempo usato per il carico e lo scarico dei materiali.
Un dato molto impressionante è l'alto rendimento del motore (dichiarato nell'ordine dell'85%), tanto da renderlo competitivo anche nei confronti delle più moderne turbine, che potrebbe sostituire considerato che questo motore non viaggia solo ad aria, ma può utilizzare qualsiasi gas o liquido.

Sembra inoltre che le attuali tecnologie di uso comune permettano senza grossi problemi di arrivare ad utilizzare bombole e tecniche a pressioni intorno alle 70 atmosfere, con evidenti vantaggi nel rendere questa tecnologia realmente competitiva.

Pensate ad un motore che pesa nell'ordine di 1/7 di un motore a scoppio, che è caratterizzato da un'estrema semplicità costruttiva e da un numero di componenti molto limitato, con un evidente contenimento dei suoi costi.

Anche rispetto ai motori elettrici ci sarebbero evidenti vantaggi, sia dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista ambientale (il non utilizzo di inquinanti batterie).

L'unico reale limite dell'uso dell'aria compressa, rimane quello che l'aria deve essere compressa, questo richiede una trasformazione di energia che porta comunque ad una perdita di rendimento reale. Qui però bisogna anche considerare che già l'uso di un motore che pesa 1/7 di un motore a scoppio ci permetterebbe di sfruttare l'energia in maniera migliore (l'energia spesa per trasportare il peso dell'auto è in realtà energia sprecata), oltre al fatto che con un po di fantasia si potrebbero trovare altri modi ed altri rendimenti per produrre gas compressi.

Secondo me questa tecnologia ha buone carte per avere un radioso futuro, ed in tempi molto molto brevi: teniamo d'occhio questo nostro connazionale.

link:

http://www.youtube.com/watch?v=QmqpGZv0YT4&mode=related&search=
http://www.engineair.com.au/index.htm
http://www.ats.business.gov.au/ATSCM/CustomPages.aspx?FunctionID=8
http://www.ats.business.gov.au/News/caz.htm
http://peswiki.com/index.php/Directory:EngineAir
http://pesn.com/Radio/Free_Energy_Now/recordings/2006/061209_Engineair_AngeloDipietro.mp3

mercoledì 25 aprile 2007

DECREPITI, FOSSILI E FANTASMI


Oggi è il 25 Aprile, come spesso avviene in questi giorni di festa mia moglie lavora all'autogrill ed ho un po di tempo da dedicare al BLOG.
Sono appena passato a portargli il pranzo, districandomi in un traffico da urlo sulla superstrada e tra una selva di mani accalcate al bancone del caffe.

Distratti da tutti i nostri impegni e grattacapi quotidiani, siamo ormai assuefatti ai milioni di persone che si spostano per centinaia di chilometri, spesso in groppa a quei pesanti pachidermi che vanno tanto di moda e che si pavoneggiano del bel nome SUV, certo chiamarli GIPPONInon aveva lo stesso fascino. ;-)
E' così che mi è balzata nella mente un'immagine: una marea di persone che se ne vanno in giro su delle enormi bare ambulanti, io stesso che me ne andavo in giro sulla mia pandina blu mi ritrovo a cavallo di una più modesta urna cineraria a bruciare la mia quotidiana quota di idrocarburi.

Se ci pensate bene tutta la nostra società dei trasporti si basa su concetti che quando non sono "morti" sono quantomeno "vecchi decrepiti".

Cominciamo senz'altro dal petrolio: una melma putrida, che non è altro il risultato della decomposizione di cadaveri animali e vegetali; un liquido fecale, distillato, trattato, imbellettato e ripulito alla bene-meglio fino a diventare benzina, gasolio ma "succo di morto" è e tale rimane, fintantoché non ce lo ritroviamo pure nei polmoni, vaporizzato dalla combustione.
Per non parlare della "morte" legata al commercio ed alla corsa all'accaparramento di questo insulso materiale.

Non parliamo poi del motore a scoppio: un pesantissimo pezzo di ferro, vecchio di cent'anni che si tiene su con chirurgie estetiche ma che in realtà non si è mai rinnovato; un vero e proprio "forno crematorio" che brucia litri e litri di cadaveri liquidi (il petrolio insomma) per ottenere un rendimento pari all'incirca al 20-25%.

Poi c'è l'involucro, la struttura e la carrozzeria dell'auto: una luccicante e pesantissima scatola in plastica ed acciaio, che quando ha un'incidente può trasformarsi in un micidiale ammasso di lame e che quindi per questo motivo deve essere sempre più grande e pesante, per darci maggiore sicurezza e non rischiare quindi che l'altro con il quale ci scontriamo abbia un ammasso di lame più grande e potente del nostro (morte tua vita mia insomma).

Oltre tutto questo idilliaco panorama ci sono poi i "fantasmi": sono le nuove tecniche, le nuove tecnologie. Tecniche e Tecnologie che sono nuove, a volte da più di trent'anni come ad esempio il fotovoltaico, ma che risultano essere degli eterni bambini, tecnologie in eterna fase di sviluppo e che soffrono di un mare incurabile che li rende sempre più evanescenti ed invisibili come ormai dei fantasmi.
Questo male incurabile, che ha preso tanti nomi: mancanza di investimenti nella ricerca, non competitività economica, a volte ha pure preso le sembianze oscure di complotto addossandone colpe e misfatti agli sceicchi arabi; in realtà lo si può identificare in una parola semplice "mercato".
E' quel mercato malato legato sempre e comunque alla redditività a brevissimo periodo, ma è anche quel mercato che ci spaccia tecnologie e prodotti obsoleti come ultime novità, che ci vende un prodotto ad un prezzo non legato al suo effettivo valore ma legato alla nostra disponibilità a spendere per ottenere quel prodotto, quel mercato che ci guida nella scelta di quelle che sono le nostre necessità e priorità.

Tanto per esemplificare creare un telefono cellulare che integri al suo interno dei CCD da 5 megapixel invece che da 1-2 sarebbe più che fattibile ed avrebbe un costo irrisoriamente più alto, solo che ucciderebbe il mercato delle fotocamere digitali e quindi vendendo meno diminuirebbero i ricavi.

Creare auto economiche, sicure, leggere, con motori ad alti rendimenti è già possibile, probabilmente lo è da decenni... è la riduzione dei consumi economici e conseguentemente del mercato che spaventa, ma che sarebbe probabilmente anche l'unica salvezza possibile per il pianeta.

Eccoci quindi qua, a foraggiare il mercato e la salute delle grandi aziende in nome di un discutibile benessere collettivo ed allo stesso tempo a distruggere l'ambiente nel quale viviamo.
Tutto questo almeno fintantoché il danno sarà talmente grande che la salvaguardia dell'ambiente diventerà esso stesso un business ed un mercato da sfruttare.

giovedì 19 aprile 2007

OPS ! OVVERO: Mi hanno venduto un nuovo buco del culo e non lo sapevo


La tecnologia del WiFi si stà velocemente diffondendo, niente di male direte voi.... e invece.

Il problema è che in un mondo "user friendly" questa tecnologia ci viene sbolognata senza un minimo avvertimento, senza un programma di installazione degno di questo nome che ci chieda come passaggio irrinunciabile di inserire una ca..o di password.

Libero addirittura ci fa un bellissimo regalo, ed il suo router ce lo fornisce (o almeno ce lo forniva... a me il mio Zyxel è arrivato così) già bello che attivo nelle sue funzionalità WiFi, così uno manco deve preoccuparsi di attivarlo o configurarlo.

BEI PEZZI DI M...A !!!! (ops... mi è scappato)

In un mondo dove il PC è ormai diventato un semplice elettrodomestico, dove ormai un PC in casa ce l'hanno quasi tutti non è difficile immaginare cosa può succedere se si fa un regalino del genere ad uno digiuno di informatica.

Mi succede che qualche settimana fa, portando il mio portatile in ufficio ed accendendolo mi accorgo che questi si collega ad internet.... il problema è che non avevo collegato l'ethernet e che nel mio ufficio non c'è WiFi.
Vengo così a sapere che l'ufficio sopra il mio mi fornisce gratuitamente l'accesso grazie ad un router WiFi... carino, dovrei ringraziarli.

Se non che, capito su risorse di rete e vedo un bel "server HP"... ? La mano è più veloce della mente... ci clicco sopra e.... MAGIA.... Ho accesso al disco C: del server (stupidamente condiviso) ed a tutti i dati dell'ufficio.

CAZZO !!!!!!!

Mi rendo conto e chiudo tutto.

Tanto per esemplificare... una rete del genere mi permetterebbe senza alcun problema di copiargli l'intero HD, scovargli le password o i numeri delle carte di credito e poi formattargli il tutto provocandogli dei danni inimmaginabili.

A parte la colpevole inconsapevolezza di chi gestisce rete ed hardware a questi imbranati, a che cavolo serve tutto la sicurezza che gli OS cercano di metterci a disposizione, quando un produttore hardware pur di venderci un router o un provider internet pur di venderci un servizio e risparmiarsi qualche telefonata al CALL CENTER (vi immaginate quelli che telefonano per sapere come configurare la rete ?, una telefonata di assistenza costa) mettono potenzialmente i loro clienti più deboli in una situazione del genere?

Potrei continuare, ma ogni ulteriore commento che mi viene in mente è superfluo.

saluti

martedì 17 aprile 2007

INFORMAZIONE APERTA E CONDIVISA


Cari lettori (se ci siete ;-) )
vi scrivo un po d'impulso, e probabilmente vi rompo pure le palle perché di moralisti e di incazzati ne abbiamo un po tutti piene le tasche, però oggi si è tenuto il funerale dell'informazione in Italia e dovremmo tutti fare una piccola riflessione, riguardo quello che è l'informatica e quello che la condivisione della conoscenza può fare a riguardo.

Ieri Beppe Grillo è andato all'assemblea Telecom, ha fatto un discorso ed ha detto una serie di cose da far scatenare un vero putiferio.
Ora io non voglio sapere se ha ragione, se ha torto, cosa c'è di giusto o sbagliato in quello che ha detto, ma una cosa è certa: ha fatto informazione, ha fatto notizia, ha detto delle cose che di sicuro farebbero innalzare alle stelle gli ascolti dei TG ed i giornalisti dei TG che hanno fatto? Lo hanno rifilato in un trafiletto di 30 secondi, riportando la notizia in maniera quantomeno discutibile o attribuendogli in maniera implicita la rinuncia della AT&T all'acquisto TELECOM.

Ora, o sono io che non ho capito niente di come vanno le cose nel mondo, oppure in quello che ha detto Grillo c'è effettivamente qualcosa di vero e questo fa paura.

Io sono dell'idea che la grande informazione è pilotata ad arte, qualcuno sceglie per noi cosa e come farci vedere di quello che accade nel mondo.

Se questo è vero (e nessuno potrà togliermi questa idea dalla testa) c'è solo una speranza: l'informazione DIFFUSA, la condivisione della NOTIZIA e dei punti di vista, aprire i sorgenti delle informazioni, liberarla dai clientelismi e dalle logiche dei politici.

Sono uno dei fondatori di Free Software Free Society, un'associazione di appassionati del mondo del software libero o open source come lo volete chiamare ed ieri stesso ho postato nella Mailing List una riflessione personale: secondo me il concetto di Open Source dovrebbe essere un concetto più ampio e cioè la condivisione della conoscenza è condivisione dell'informazione e quindi anche di quello che è notizia, magari non facendoci guidare dalle notizie del momento.

Per avere un'idea:

http://www.youtube.com/watch?v=6vbwQ34Lvks

http://www.skylife.it/videoTg24/31240

http://beppegrillo.it

ed ora confrontatelo con quello che l'informazione ufficiale ha trasmesso in TV.

Sono anni che il mondo del free software e dell'open source sta lottando per cercare di far conoscere un nuovo modo per fare, diffondere e condividere il software: penso sia giunta l'ora di fare lo stesso con l'informazione.

saluti

Archi

lunedì 16 aprile 2007

IMPERDIBILE


Purtroppo è un Grillo un po emozionato, pergiunta menomato dal fatto di non poter rappresentare i piccoli azionisti per via delle leggi Italiane fatte apposta per tener fuori i piccoli azionisti dai luoghi che contano: però in questa giornata non poteva mancare una citazione per il grande BEPPE nazionale.

Vediamo se anche questa volta l'informazione ufficiale ce lo negherà nei TG in prima serata, per farci magari vedere Berlusconi pappa e ciccia con Putin e Van Damme oppure per parlarci un po dei falsi scontri politici.

http://www.skylife.it/videoTg24/31240

http://www.youtube.com/watch?v=6vbwQ34Lvks

aggiornamento:
TG2 delle 20:30.... Come Volevasi Dimostrare

sabato 14 aprile 2007

BENEFICENZA E MARKETING


Come si può ripulirsi la faccia e farsi un po di pubblicità a poco prezzo?

La SONY sembra avere le idee chiare: facendo un po di beneficenza interessata.

Folding@Home, chi lo conosce? è un'idea geniale di alcuni ricercatori che avevano bisogno di una grossa potenza di calcolo per fare le proprie ricerche, ma non potevano permettersi anni per aspettare i risultati, ne per potersi comprare un tempo macchina sufficiente presso qualche supercomputer.
In pratica hanno proposto a chi ne abbia voglia, di donare un po dei propri cicli di clock (magari quelli dove il PC non fa praticamente niente se non aspettare qualche click di mouse o tasto premuto) per dare il proprio contributo alla ricerca medica (per dare un'idea si fa ricerca sul cncro, parkinson ecc.).

Un'idea grandiosa, sono riusciti ad interessare centinaia di migliaia di persone, ad oggi in questo modo hanno a disposizione di una potenza di calcolo paragonabile se non superiore ai più potenti supercomputer del pianeta, ma non per tempi limitati, bensì per 24 ore su 24.

Che c'entra la SONY? beh, al lancio della nuovissima PlayStation3 hanno ben pensato di integrare nel software della macchina un client per questa iniziativa: chissà perché ;-).

L'architettura della nuova macchina ha in effetti lasciato molti con dubbi, sia legati ai suoi limiti in campo ludico, sia legati alla sua difficoltà di programmazione. Un modo insomma per dimostrare la potenza del processore integrato ( il CELL sviluppato da IBM) e probabilmente per fornire un motivo in più (umanitario ?) per far acquistare la propria console.

Non voglio dare giudizi in merito: non mi piacciono i falsi moralisti e neppure chi fa beneficenza per poi vantarsi e poi non mi piacciono i giudizi, ne ho solo parlato perché comunque Folding@Home è un'iniziativa lodevole ed è giusto farla conoscere.

http://folding.stanford.edu/italian/

saluti

Daniele

lunedì 9 aprile 2007

CONTROVENTO


Un sistema rivoluzionario per far muovere le auto (ad aria compressa) ed un motore ancora più rivoluzionario con rendimenti del doppio più efficienti rispetto ad un tradizionale motore a pistoni.

Perché nessuno ne parla? Eppure entrambe le tecnologie esistono e funzionano (chi più e chi meno) saremo costretti a essere schiavi del motore a scoppio e degli idrocarburi per molti anni ancora?


http://www.youtube.com/watch?v=QmqpGZv0YT4&mode=related&search=

http://www.engineair.com.au/index.htm

venerdì 6 aprile 2007

SCENARI INFORMATICI

L'interazione uomo-computer ha ormai raggiunto dei limiti legati al meccanismo delle GUI su concetti ormai invariati dai primi anni '80, concettualizzati da Xerox ed introdotti al grande pubblico da Apple con il suo primo MacIntosh: informaticamente parlando sono ere preistoriche.

Come ogni teoria evoluzionistica che si rispetti è giunta l'ora di un balzo evolutivo, Jeff Hanh ci da un impressionante esempio di futuro possibile in questi video: un'esperienza elettrizzante.

http://www.youtube.com/watch?v=sKgOdvNZ8_g

http://www.youtube.com/watch?v=FjS0Z7TnT3U&eurl=http%3A%

http://cs.nyu.edu/~jhan/ftirtouch/

Autori delle immagini di questo post: (sito di Jeff Hanh)

OLPC

Quando la tecnologia può essere usata per un reale cambiamento.

Fornire istruzione e la capacità di poter cambiare la propria posizione economica e sociale anche a persone che vivono in paesi disagiati nel mondo, questo è forse il metodo più realistico di cercare di costruire un mondo pacifico.
La conoscenza del diverso e l'accettazione delle altrui diversità può evolversi rapidamente passando attraverso la diffusione della rete per eccellenza.

http://www.laptop.org/index.it.html

Autori delle immagini di questo post: fuse-project

giovedì 5 aprile 2007

PROSPETTIVE FALSATE



Due giorni, solo due giorni è durata la febbre che mi ha costretto ad un'OverDose di TV.

TV Verità, TV Reality, Notiziari, Attualità: parole che si usano, ma la vita reale dov'è? La TV è finzione, specie e soprattutto quando si spaccia per realtà.

Una prospettiva falsata, una rappresentazione irreale, un mondo patinato ed immaginario fatto ad uso e consumo dell'audience e del "rumore".
"rumore" creato ad hoc per impedirci di vedere, per tenerci incatenati in quella prospettiva e non muoverci per cercare un'altra visione del mondo... una visione critica.

Muoviamoci CAZZO, prima che questa merda ci fulmini completamente il cervello.... nostro e dei nostri figli: Viviamola questa cazzo di vita che ancora ne varrebbe la pena.

Saluti
Archinauta