sabato 9 giugno 2007

POZZI FOTOVOLTAICI 2

Con buona pace di chi mi considererà un incompetente rompiballe (cosa che del resto sono) vorrei riprendere il discorso intrapreso in un mio precedente post:

POZZI FOTOVOLTAICI

Con la testardaggine che mi contraddistingue, ho cercato di usare le mie poche conoscenze di ottica per cercare di analizzare il problema del movimento del sole per cercare un tipo di lente capace di ovviare al problema della concentrazione solare.

In questo senso proverei intanto a considerare il problema sotto una forma squisitamente bidimensionale:

immaginando che il sole abbia rispetto all'orizzonte una variazione di angolazione tra inverno ed estate tipo quella indicata in figura, si potrebbe sfruttare l'effetto di rifrazione in maniera simile a quella del prisma per cercare di deviare i raggi di luce in maniera il più possibile verticale con uno scarto da inverno a estate piuttosto limitato.
Inoltre si potrebbe applicare una leggera curvatura alle superfici in maniera da effettuare una prima concentrazione dei raggi.

L'uso poi di uno pseudo cono con la superficie interna riflettente, servirebbe poi per riportare poi con riflessioni multiple l'intera radiazione solare alla cella solare terminale.

Non si tratterebbe insomma di niente di molto diverso da quello che è un faro di un'auto comune, e come la superficie vetrata del faro si potrebbe creare una lente di spessori sottili attraverso una apposita conformazione delle superfici tipo lente Fresnel (ma chiaramente diversa), allo stesso modo appunto dei fari delle auto (se guardate il vetro dei fari della vostra macchina noterete come la loro superficie interna non è liscia).

Certamente il problema tridimensionale è un po più complesso, visto che la luce solare varia la sua incidenza anche in orizzontale da mattina a sera, però se non si riuscisse a trovare una soluzione accettabile si potrebbe sempre meccanizzare il cono in orizzontale facendolo muovere sulla verticale come un orologio per seguire il sole ( il costo non dovrebbe poi essere eccessivo, anche le masse in gioco sono piuttosto irrisorie, potendo scegliere di far coincidere l'asse della cerniera di rotazione con l'asse baricentrico del "cono").

La soluzione ottimale pi sarebbe quella prospettata nell'altro post, di mettere questi "cosi" a galleggiare in acqua stagnante, con il duplice vantaggio di poter sfruttare aree inutilizzabili come gli specchi d'acqua tipo stagni, lagune e al limite fiumi ed avere un economico sistema di raffreddamento delle celle fotovoltaiche.

aspetto le vostre contro-deduzioni. ;-)
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