mercoledì 3 marzo 2010

LETTERA APERTA AI GIORNALISTI DEL TG1

Allego qui, sul filo della richiesta di un'informazione più libera e meno faziosa che anima questo gruppo di facebook, una lettera che ho mandato alla redazione del TG1

Nel mondo di tutti giorni di noi poveri mortali chi fa un errore se ne assume la responsabilità, volente o nolente. Esiste però un altro mondo, inaccessibile ai più, nel quale un errore, in buona ma anche meglio se in cattiva fede, è solo un modo come un altro per raggiungere un obiettivo... in questo senso la responsabilità è solo un fastidioso ostacolo da rimuovere.
Capita così che un avvocato, venga corrotto con soldi di provenienza dalle aziende del presidente del consiglio per testimoniare cose false che fanno comodo al presidente del consiglio... capita anche che si arrivi a provare in due gradi di giudizio la cosa, ma la responsabilità, il fastidioso ostacolo sulla strada, venga eliminata grazie ad una legge promossa anni prima dall'esecutivo del presidente del consiglio stesso.
Può capitare, in un mondo non perfetto... ma è un errore... un errore grave. E ancor più grave è rendersene complici.
E allora capita che un TG di una TV pubblica, menta per ben 2 volte, stravolgendo la realtà dei fatti, dando una notizia completamente falsa, sostenendo che l'errore prima citato non esista, che in realtà la corruzione non sia avvenuta... che i giudici siano arrivati ad una assoluzione di quell'avvocato.
Può capitare... è capitato, in barba ad ogni regola, ad ogni deontologia professionale, ad ogni statuto... e capita anche che si cerchi di rimuovere quel fastidioso ostacolo che è la responsabilità, chiudendo gli occhi... cercando appoggi forti... manipolando fatti e logica.
Può capitare, è capitato... ma quel che è più grave è che continua a capitare, come se nulla fosse... come se la responsabilità non riguardasse mai alcuna persona che fa parte di questo sistema.
Purtroppo però sappiamo tutti che ci stiamo accollando un debito... che un giorno i creditori reclameranno con gli interessi. Un debito che tutti noi dovremmo pagare, che non ci verrà in alcun modo scontato, in special modo se siamo dei poveri mortali e non abbiamo nessun potente che ci protegge.
Gli errori dei grandi e dei potenti li pagheranno i piccoli e gli indifesi... gli errori (orrori) di Minzolini e del presidente del consiglio, li pagheranno i piccoli giornalisti ed i piccoli contribuenti. E già lo stiamo vedendo... in molti generalizzano contestando le vostre troupe, considerandovi colpevoli come i vostri capi. A poco servirà ripetere "rispondo di quello che faccio io", perché voi stessi e noi tutti siamo corresponsabili di questo stato di cose... attraverso il disinteresse, la complicità, la codardia.
Noi non poteremo rifuggere la nostra responsabilità... possiamo solo sperare di pagare un conto meno salato smettendo di renderci complici di questo stato di cose.
in questo momento 116.000 persone hanno firmato un appello contro le menzogne raccontate dal vostro TG ( http://www.facebook.com/group.php?gid=380461210040 )... potete chiudere gli occhi e fingere che questo non sia avvenuto, che questo non esista... ma sapete benissimo che queste persone le troverete fuori ad aspettarvi ogni volta che dovrete fare un servizio, viaggiare con l'auto aziendale. E queste vi presenteranno il conto... vi accuseranno di cose che non avete commesso, ma delle quali siete stati ugualmente complici. Lo sapete già che i vostri capi quel conto non lo pagheranno mai... quel conto dovete pagarlo voi e lo state già pagando.
Lo state pagando facendo un lavoro che non vi soddisfa, ingoiando tutti giorni rospi ed ingiustizie, lo state pagando in quanto state svendendo la vostra dignità... siete servi del vostro superiore, schiavi del mutuo da pagare e delle rate del nuovo Tv al plasma o del nuovo SUV.
Lo pagate adesso e lo pagherete più salato in futuro... lo sapete già.
Esiste però una soluzione... lo sapete: è dura, ma è il dolore è un passaggio obbligato per l'evoluzione ed il cambiamento.
Non rendetevi più complici di questo sistema.
distinti saluti
Daniele Spagli
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