giovedì 24 gennaio 2008

memoria


Vivendo come voi questa stagione "politica" italiana seviziata da scandali economici [2] e politici, ben più conscio e smaliziato di anni orsono non posso non tornare indietro con la memoria.

Mi ricordo ancora quando l'unione sovietica era universalmente riconosciuta come guidata come un regime, dove c'erano i cattivi comunisti mentre invece da noi "paesi liberi" il mercato aveva riservato ben più felice destino, dove non c'erano problemi del genere (anche se ogni tanto una bomba o un giudice o giornalista ammazzato ci mettevano qualche pulce nell'orecchio).

Arrivò un ometto piccolino, senza capelli ma con una vistosa macchia sulla pelle (pelata) della testa, un ometto salutato dal mondo come un salvatore dell'unione sovietica, capace di riportare l'orso russo tra i paesi democratici (già... noi eravamo i fortunati e non avevamo certo bisogno delle sue lezioni). Un ometto che però verrà ben presto mistificato e dimenticato specie adesso che la russia, sia pur smembrata ed aperta al libero mercato, sembra ormai libera dal regime divenuta una vera democrazia (sia pur se ogni tanto qualche giornalista ammazzato ed un po di polonio in giro ci mettano un po di pulci nelle orecchie).

Mi rendo conto che nel mondo d'oggi il nostro ritmo di vita ci spinge sempre più ad avere una memoria corta probabilmente perché veniamo distratti e presi da altri più impellenti problemi; molti poi sono troppo giovani per conoscerlo.

Vorrei allora abbandonarmi, ormai sulla soglia dei 40 anni, a dei ricordi di gioventù... quando fui colpito come molti dalla semplice ricetta che quell'omino dall'apparenza mite e indifesa, seppe proporre per la soluzione di un problema (che aveva l'unione sovietica e che noi non avevamo naturalmente) che agli occhi di molti era risolvibile solamente con un buon numero di testate nucleari ben lanciate.
Erano solo due paroline "Perestrojka" e "Glashnost"... chi è un po vecchietto come me ne ricorderà anche il significato "riforma-ristrutturazione" e "trasparenza".

Ad oggi guardo la nostra bella classe politica, i nostri begli scandali, lo stato dell'informazione in Italia e comincia a venirmi un dubbio: non è che ci siamo sbagliati... non è che forse dovremmo scendere dal piedistallo di "democrazia europea" e renderci conto che invece tra il regime dei soviet e la nostra splendida democrazia dei "poli" non c'è poi tutta quella differenza? Non è che forse dovremmo prendere a prestito queste due semplici paroline e metterle in pratica, prima che a qualcuno salti in mente di risolvere la questione in altri modi?

saluti

Daniele
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